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postodiblogMarch 26 Fusione da fuso (“TA NA NA NA NANANA…”)Manhattan, maggio 2005
Il sogno si era avverato! hmmm! certo che chiamarlo albergo… Accidenti…ma ke cakkio aveva detto? Ma allora…era veramente quella, la stanza? Attendemmo in corridoio, un cunicolo stretto e lercio con pareti rosse e tappeti consunti buttati a terra, a coprire lo squallore di un pavimento fatiscente, ci guardavamo sconvolte, senza saper che dire, ma ovviamente, ridendo a crepapelle… Per fortuna, a noi, che siamo due pazze, basta essere in vacanza per prendere tutto con estremo ottimismo! Giuro! ero convinta che avesse capito che si trattava di una battuta…invece… Ahahahah! Avevamo rischiato di trovarci in strada nel cuore della notte in una New York alquanto addormentata…ma altrettanto…pericolosa!!! FUSIONE DA FUSO??? March 22 PER UNA PENNA!!!E’ passato tanto tempo ormai dall’accaduto…e credo sia giunto il momento di raccontare questo episodio, così magari vi fate anche voi una grassa risata!
Dunque, all’epoca lavoravo nel reparto contabilità di una società informatica, occupandomi, di tanto in tanto, anche di marketing. Il caso volle che, all’Associazione degli Industriali, tenessero una conferenza relativa al suddetto argomento, e io venni scelta dal mio capo per parteciparvi, prendere un po’ di appunti, insomma, imparare qualcosa di utile! Molto orgogliosa di essere la prescelta, mi agghindai da donna manager (tailleur giacca/pantalone e scarpe col tacco), e mi recai sul posto. Tanto per cominciare arrivai un po’ in ritardo (strano a dirsi non trovavo la strada, ma chi mi conosce bene lo sa che con il mio senso d’orientamento sarei capace di perdermi anche dentro casa mia…), la conferenza non era ancora iniziata ma purtroppo quasi tutti avevano già preso posto…non capendo granché dell’argomento che si andava ad affrontare, avevo ipotizzato di “parcheggiarmi” nelle ultime file, per potermi “nascondere” qualora mi fossi annoiata e magari dedicare ad altro senza farmi vedere (sms vari e disegnini di tutti i generi al posto…degli appunti). Prima di entrare nella sontuosa e severa sala, mi riempirono di brochure, carte varie e blocco notes. Appena varcata la soglia, ovviamente mi caddero tutti sti incartamenti e feci talmente rumore, nel silenzio surreale che regnava, che gli sguardi dei presenti si volsero tutti verso di me…ebbi modo così, mentre raccoglievo un foglio e me ne cadeva un altro, di accorgermi che i miei “compagni di conferenza” erano i più prestigiosi commercianti e imprenditori di Trieste! Comunque, raccolte le mie cose alla meno peggio, mi accomodai nell’unico posto rimasto libero…in seconda fila, proprio in faccia al relatore! Rimasi immobile per almeno dieci minuti, evitando persino i respiri profondi per non fare altri danni, regnava un silenzio inquietante (dopo il caos da me procurato), e mi sembrava di aver già attirato sufficientemente l’attenzione… Iniziò la conferenza e capii subito che non solo era noiosissima, ma dei termini tecnici usati “dall’omino in cattedra” ne conoscevo due ogni dieci e per farla breve…non capivo niente! Attorno a me tutti iniziarono a tirar fuori i notes e prendere appunti molto seriamente. Pensai di doverlo fare anch’io, quantomeno per darmi un atteggiamento, e per non cadere di li a pochi minuti in un sonno profondo! Remore della figuraccia fatta poco prima, per non fare alcun rumore, cominciai con la mano a frugare nella mia borsa alla ricerca di una penna, senza distogliere mai lo sguardo dal famoso omino…al tatto l’avrei sicuramente trovata! Finite le diapositive, finalmente potevo prendere appunti…e non appena i miei occhi si abbassarono sul notes, intravidi, ahimè, la penna…MIO DIO! NON LO ERA! AVEVO IN MANO UN TAMPAX!!! SIII!!! UN ASSORBENTE INTERNO SENZA INCARTAMENTO E CON TANTO DI CORDONCINO PENZOLANTE!!! NOOOOOOOOOOOOOOOO!!! Rimasi così, immobile, col tampax in mano tenuto a mo’ di penna, e non contenta, finsi per un po’ di scrivere!!! MA SI PUò!!!!???!!! Cosciente che ormai tutti i presenti stavano rischiando di morire strozzati nel tentativo di soffocare le risate, feci sparire con un trucchetto alla Silvan (che non sono mai più stata capace di rifare), l’assorbente/penna, e rimasi immobile per un tempo infinito. Per fortuna ad un certo punto qualcuno, che non conosco ma che non finirò mai di ringraziare, Chissà quanto si saranno divertiti, quando, rientrati dalla pausa, videro il mio posto VUOTO!
P.S.: ma chi ha inventato la correzione ortografica in word? Voglio scrivere disegnini e mi propongono “bisognini” Voglio scrivere trucchetto e mi propongono “tacchetto” Voglio scrivere Tampax e mi suggeriscono “stampa, campa, rampa” Voglio scrivere può e mi consigliano “puh”!!! Infine scrivo Silvan e mi suggeriscono Silvana...non so se il povero Silvan sarebbe contento di cambiare sesso... Ma si può??? March 21 CTRL + X (elimina in informatichese)Sabato mattina. Metto la sveglia alle 8.00, potrei dormire di più visto che non lavoro, ma non voglio perdermi l’intervista su Rai Uno a Pino Roveredo, uno dei miei scrittori preferiti. Accendo la tv e attendo. Finalmente ci siamo, la bionda pseudo-giornalista introduce, con la discussa canzone di Simone Cristicchi “Ti regalerò una rosa”, l’argomento delicatissimo della salute mentale. Mi accorgo subito che parla senza cognizione di causa, preoccupandosi solo di specchiarsi nel monitor e di presentare il suo “profilo migliore”, dimenticando però un piccolo particolare... “collegare il cervello”... In pochi minuti liquida il “suo ospite”, per passare ancora una volta la palla ai suoi colleghi (probabilmente sempre intenti nel famoso gioco di cui sopra...). Risultato dell’intervista: Pino Roveredo – Un pazzo che ha scritto un libro. Sono indignata! Ma che fine hanno fatto i “giornalisti” veri? Scrivo di getto una mail di protesta alla rai, sto per premere INVIO...ma ci ripenso...non ne vale la pena, sarebbero solo parole sprecate...meglio scegliere le persone giuste per...mandare a dire... CTRL+X (“elimina” in informatichese) Meglio il mio blog. Per scrollarmi di dosso il fastidio che sento penso a stasera. Alle 20.30 vado in teatro a vedere “La bela vita”, autore: Pino Roveredo, sì proprio lui, quel “pazzo” che ha scritto un libro. Ce ne fossero... March 20 A PAPA' PER LA RICORRENZA DI IERI...PATAPAN ( Claudio Baglioni) ce l'ho ancora sulla pelle quell'odore di colline sono lucine o sono stelle quelle cose dove la campagna ha fine ti ricordi pa' mi tiravi per la mano sul tuo passo più costante tu un gigante e io un nano mentre davi un nome agli alberi e alle piante e raccontavi fatti e misteri di laggiù così per lunghi tratti e se non ce la faccio più tu mi trovavi un legno e io ci montavo su con quel cavallo e un regno e uno schiocco e patapàn al galoppo e all'avventura sotto a quel tuo naso grosso messo come prua e non avevo mai paura dentro la tua scia ti stavo sempre addosso e nella sera chiara da lontano l'armonia di un suono di fanfara di un tam tam di prateria e le tue braccia forti che indicavano la via ai miei ginocchi storti e agli occhi e patapàn ciao pa' ma quante strade di sentieri bianchi e quante ancora e ancora no non siamo stanchi lo vedi come corro così veloce dietro al tuo fischio e quella voce se resti indietro aspetto sotto la croce e scoppia il petto e in coppia e andiamo avanti e patapàn e sul ciglio di un burrone tu facevi quella finta di una spinta in giù e io ridevo col fiatone e mi alzavi su nella camicia stinta e ti sentivo dire di chi c'è e chi non c'è più e non poter capire perché non è come un tram su cui chi si vuol bene sale e viaggia e scende giù ma tutti quanti assieme per sempre patapàn ciao pa' così hai saltato giù e ora sei in volo ti sei fermato un giorno e io corro solo perché non m'hai aspettato e stai lontano e non mi prendi più per la mano che senza un legno adesso un po' più piano vado e spesso cado ma andiamo avanti ciao pa' ma dimmi dove è che stiamo andando e questa vita dove mai ci sta portando non era questo il mondo che volevamo e non è il cielo che sognavamo non è quel tempo, è adesso in cui dobbiamo stare e lo stesso andare e andiamo avanti e patapàn (GRAZIE A C.B. PER AVER SCRITTO QUESTE PAROLE ANCHE DA PARTE MIA, PER MIO PADRE) March 16 GIUDIZI E PREGIUDIZIDOMANDA: "Alla tua età, ancora corri dietro a Claudio???..." La mia vita è sicuramente diversa dallo stereotipo di una donna della mia età,
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